Antonello Villella
sanguigna e astratto
 
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pour l'Art et de Créativité…
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salle peinture
Italia (Italie) 




sanguigna
Con la tecnica della sanguigna, con la sua sapiente e sensibile esecuzione, egli definisce corpi, delinea tratti somatici, costruisce la perfezione di dettagli anatomici in un ritmico alternarsi di luce ed ombra, divalori chiaroscurali; la morbidezza del segno definiscela perfezionedel volto, degli occhi che tradiscono un intenso dinamismo interiore.
In effetti, la levigata ed altera bellezza delle figure femminili cui Antonello dà forza e concretezza visiva di immagine, dissimula una ribollente interiorità, la sostanzialità dell’io individuale, l’inquietudine e la sottile angoscia dell’esistere. Il corpo, quindi, è più spesso l’involucro perfetto che cela i segreti moti dell’anima, le tensioni e le contraddizionidell’essere; è contenitore esteriore che, nella propria purezza estetica, lascia trasparire l’umana finitudine. Le sue immagini traducono un mondo di luminosa bellezza che si fa discorso su verità possibili, che diventa dimensione essenziale d’esperienza in cui vero e verità, finzioneed ingannosi scambianocostantemente le parti.

astrattismo
Nelle recenti opere di Antonello Villella si assiste però ad una graduale evoluzione della propria dimensione espressiva, ad una quasi fisiologica trasformazione della sostanza stessa dell’immagine pittorica, della figurazione riconoscibile che si evolve verso la sua condizione limite, rivelando un’ insopprimibile ansia conoscitiva e l’esigenza di sperimentare altre vie, altre modalità segniche e formali al confine con la disgregazione del tracciato figurale abituale.
Le macchie, i grumi, le pennellate di colore riscattano l’inerzia della materia e ne annunciano una nuova condizionevitale, brulicante di immagini sedimentate, destrutturate, di segreti ritmi compositivi.
La materia cromatica è materia viva, raffinata alla luce della coscienza; sottratta al flusso di un’esistenza senza storia e restituitaad una rinascitanella flagranzarappresentativa del quadro, affidata ad una elaborazione pittoricapiù matura, condotta nell’esplorazione della fisicità della sua sostanza .
Il punto d’arrivo ormai non è il soggetto rappresentato ma l’intensità d’esistenza della materia; non è la perfetta resa del processo di mimesi ma l’intensità delle sollecitazioni emotive; non è la verità della riproduzione ma il vero delle stratificazioni significanti della materia, la sua capacità di racconto oltre l’immagine.
In questa direzione, la bellezza inquieta e tormentata del figurativo cede il posto alla dinamica di un fareche è quello della pittura; in cui il tempo delproprio divenire si intrecciaal tempo dell’operae dell’artista garantendone l’essenza creativa.

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