Sandro Taliani
Inquietudini claustrofobiche e demofobiche crudemente rappresentate
 
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pour l'Art et de Créativité…
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Italia (Italie) 




Dopo gli anni del liceo, il rammarico di non aver frequentato l'accademia, per le scarse motivazioni di allora e l'infruttuosa iscrizione alla facoltà di Architettura, con la conseguenza di alcuni anni gettati via. Solo dopo i primi anni '80 ha iniziato a prendere corpo l'idea di dedicarsi seriamente alla pittura, non tanto per farne un mestiere, quanto per pura passione. Fin dall'inizio era chiara la necessità di acquisire una tecnica "professionale" e tutti gli sforzi successivi erano volti al raggiungimento di questo risultato. Il traguardo, o miraggio, rappresentato da certe opere di Caravaggio, Vermeer e più tardi ma con meno entusiasmo, dall'iperrealismo americano, ha costituito la spinta a crescere, ad evolversi fino a essere in grado di dipingere qualunque soggetto; l'unico vero obiettivo di allora.

Solo verso la fine degli anni '90, la lettura di testi ed il confronto con altri pittori, ha iniziato a porre l'accento sui limiti creativi nel fare del realismo lo scopo esclusivo della pittura. Per la verità un distacco avvenuto lentamente e faticosamente ma sempre più agevolato dalla consapevolezza della sua necessità improcrastinabile. Cominciano ad assumere significato concetti come sperimentazione e ricerca, muovendo così i primi piccoli passi con umiltà, in questa direzione, cercando continuità e progressione graduale, sulla traccia del lavoro svolto fino ad allora.

Non che ci sia ancora molto da scoprire, inventare o sperimentare in verità; probabilmente nel corso dei secoli sono state percorse tutte o quasi le strade percorribili e pensare che sia ancora possibile rivoluzionare la pittura, senza stravolgerla e farne quindi una cosa diversa, è verosimilmente una pura illusione. Ciò non significa che non sia possibile raggiungere una maturazione personale muovendosi su un tragitto proprio, per questo unico e originale, saggiando l'uso di tecniche, materiali, soggetti e finalità nuovi; altrimenti non avrebbe più alcun senso continuare a dipingere.

Comunque dopo i primi timidi tentativi di procedere su nuovi tragitti è nata la serie delle "scolature" che costituisce una decisa sterzata rispetto alle opere precedenti. Il figurativo lascia spazio all'astratto: le opere si compongono di semplici elementi, quali forme di gesso e colore lasciato colare su di esse, producendo delle opere controverse nei giudizi e nelle valutazioni. E' comunque una strada senza uscita, non c'è interesse a sviluppare un'evoluzione ed il discorso termina lì dopo qualche altro quadro più o meno riuscito.

Ormai l'interesse è spostato verso altre vie, dove ragione e istinto si mescolano proponendosi come una sola guida e la ricerca è ora rivolta all'uomo. E' la figura umana ed il rapporto con il suo ambiente, che catalizza l'interesse e si materializza nelle opere attuali. L'individuo e le sue prigioni fisiche ma prima ancora, le celle psicologiche della coscienza. Inquietudini claustrofobiche e demofobiche crudemente rappresentate, alienazione del corpo ma soprattutto squilibrio dell'intelletto, costrizioni fisiche ma soprattutto sopraffazione della personalità. Un contesto preoccupante per l'uomo, immagine riflessa di una mesta realtà. Non manca e non deve mancare però, un estremo barlume di speranza, un'ultima via di salvezza, per quanto malagevole possa mostrarsi il cammino che vi conduce.

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