Luigi Rossetto
post-impressionista
 
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pour l'Art et de Créativité…
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salle peinture
Italia (Italie) 




Fin da bambino avevo la voglia di fare il pittore, con l’arte ho iniziato molto presto durante la scuola e poi finiti gli studi ho frequentato vari corsi serali, da bravi maestri,come: Vico Calabrò, Miraldo Beghini, Elio Lascripa, Luigi Calligaro. Le tecniche artistiche alle quali ho avuto delle validissime nozioni, sono: l’olio – la tempera – il gessetto – il pastello – il disegno china – l’incisione - l’affresco e la sanguigna, per quanto riguarda “l’acquerello” sono esclusivamente autodidatta.Nel 1995 ho frequentato il laboratorio d’arte di affresco a Caldogno (Vi) tenuto da Vico Calabrò.
La fucina della mia ispirazione è il paesaggio,le nature morte e la figura, essendo un pittore post-impressionista.
Mi piace molto dipingere anche in chiave “espressionista” ispirandomi alla società contemporanea, alla leggenda, a volte la mitologia, il grottesco, il satirico. Molti sono concorsi d’arte e collettive a cui ho partecipato.

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critiques et commentaires

Ho sempre avuto simpatia per gli artisti che, indipendentemente dagli alti risultati qualitativi e dal superiore valore estetico delle loro opere, credono in quello che fanno, portano una gran passione al proprio lavoro. E non importa se essi sono professionisti o dilettanti, anzi, proprio tra questi ultimi, ho incontrato spesso degli autentici poeti., i quali, a dispetto del dominio del mezzo espressivo, sono in grado di rivelarci mondi sconosciuti, di farci toccare con mano verità che credevamo scomparse. Magari questi mondi e queste verità sono vicini più di quanto pensiamo: siamo noi che non li vediamo, venute meno le condizioni interiori per mantenere un rapporto cordiale con ciò che ci circonda. Luigi rossetto, ha appreso l’arte del dipingere da buoni maestri, e’ uno dei pittori arzignanesi che non hanno mai smesso di credere nell’importanza della loro azione artistica, non fosse altro perché essa rappresenta una sorta di elevazione spirituale, oltre che culturale, dalla quotidiana “routine” nella quale il lavoro e il sacrificio sono una dura realtà. Ma e’ soprattutto, secondo me una grande forza interiore, assecondata da disposizioni naturali, a spingerli ad instaurare un dialogo aperto con la natura, di cui avvertono l’irresistibile fascino. E così, a dispetto di mode correnti e di false avanguardie, essi la ritraggono d’istinto, nella varietà delle sue manifestazioni, cogliendo quegli aspetti che con l’opportunità del dettato formale, ma la componente pittoresca del soggetto suggerisce. Nel far questo, scatta in loro una innata istintiva abilità nel costruire il quadro, per cui i risultati pieni di patho’s e di trasporto nascono proprio da quel segno particolare, anche se troppo marcato, da quel colore acceso, pure se un po’ acerbo, da quella rappresentazione caricata, che talvolta enfatizza l’aspetto del vero. Alla fine ciò che ci prende e’ proprio quella foga espressiva che ha portato l’artista ad immedesimarsi visceralmente con quanto raffigura. Io considero, poi, questi paesaggi della nostra terra – la valle del Chiampo in particolare – come una testimonianza preziosa di un mondo rurale in via di estinzione, il quale affiora ormai solo attraverso le immagini primitive ma autentiche di questi pittori. Luigi rossetto, a differenza di altri, e’ capace di raggiungere, in alcuni quadri, sorprendenti finezze, che superano, per la voluta ricerca di un’armonia artistica, la riproduzione mimetica del dato oggettivo. Ciò succede quando l’uso del mezzo espressivo – disegno e colore – si piega a cogliere atmosfere che si percepiscono con la sensibilità dell’animo, non solo con l’acutezza della vista. efficace nella resa della natura morta – alcune sono davvero rimarchevoli – rossetto e’ un piccolo maestro nell’uso sapiente dell’acquerello, che gli consente di fissare sul foglio estenuate rarefazioni, sottili passaggi di toni, delicati riverberi di luce. E in questo, io credo, si misura, senza escludere alcuni olii particolarmente felici per fragranza cromatica, la dimensione di un temperamento oltre che la vocazione di un pittore. E’ commovente riconoscere l’amore che rossetto rivolge alla pittura, ma e’ consolante riscontrare che tanta dedizione lo porti a raggiungere l’ambito traguardo dell’arte.

Giuliano Menato
critico d'Arte
Arzignano 1997