Marino Lecchi
la consapevolezza di una condizione umana tutt'altro che reale
 
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sala pittura
Italia (Italia) 




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Le ragioni di una ricerca

Premesso che, diversamente da quello che d'acchito tutti definiscono la mia pittura "astrazione informale" essa è, e vuole essere, "ALTRO".
La mia ricerca creativa parte dalla consapevolezza di una condizione umana, che la meccanica quantistica, afferma essere tutt'altro che reale, per come noi intendiamo genericamente il reale, per andare oltre la stessa M.Q.
Perché a questo punto la M.Q. diventa anch'essa una frazione, infinitesimale, di una "realtà ultima" che io ho definito "L'INFINITO REALE".
Perché "infinito reale?"
Perché tutti gli altri infiniti che la storia umana, fino ad ora, ha tentato di delineare non rappresentano la "REALTA' ULTIMA".
"L'infinito reale" che ho delineato nei miei appunti, è la più estrema frontiera del "conoscitivo" al quale si è pervenuti, con rigore e  altissima plausibilità, non dimentichi dell'impossibilità di una certezza.
Le mie opere sono e cercano di essere l'espressione estetica di questa ricerca e di questo approdo "all'infinito reale".
E in esse vi è la risposta da carpire, andando oltre la banale verosimiglianza con l’informale astratto.
Ricerca quindi di un "codice" estetico espressivo, che sintetizzi una "REALTA' ULTIMA" ma anche "realtà umana nuova".
Perché una "NUOVA VISIONE" che vuole estetizzarsi, necessita di un alto sforzo di  ricerca e di trasposizione di concetti.
Da  un "INFINITO REALE", teorizzato, ad un contesto pittorico, fatto di supporti, forme e colori, che cerca di decodificarne il senso intimo.
Cioè come e cosa è "L'INFINITO REALE".

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critica e commenti

un'artista che incide nel presente precorrendo il
Importante partecipazione dell’artista Marino Lecchi alla "Fiera dell'arte Bergamo".
Lecchi è un pittore esplosivo che negli ultimi tempi miete successi e consensi in tutte le rassegne cui partecipa. La sua estetica è accattivante ma il suo pronunciamento va ben oltre il semplice aspetto della visione. La sua è un'analisi che si appunta sulle possibilità dell'uomo di approdare a nuove dimensioni del sapere che l'arte può intuire e cogliere prima che la scienza spiegare.
L'immersione nella sacralità dello spazio cosmico, condotta da Marino, ha il senso di voler trainare, da quel luogo dell'oltre, ove operano gli Dei, verità che nutriranno il razionale su un nuovo piano di conoscenza e di sviluppo.
Una pittura ed un'arte che guarda allo spazio per ridare fiducia all'uomo rilanciandolo verso un nuovo umanesimo che trovi pronunciamento nell'oltrepassare le barriere del presente. Lecchi ricerca il superamento di una statica e banalizzante se non squallida razionalità contemporanea che soprattutto nell'arte segna il passo e produce involuzione, per poter traghettare e traghettarci ad un livello più alto di coscienza e consapevolezza e quindi dirigere su nuovi valori ed espressività, onde accarezzare o forse poter superare inedite frontiere di civiltà.

Franco Bulfarini