Lucio Vitale
Luvit
 
un lieu de rencontre
pour l'Art et de Créativité…
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salle graphisme digitale
Italia (Italie) 




italiano
Nasce a Roma nel 1939.
I primi interessi concreti per il mondo della pittura nascono intorno alla fine degli anni 60 quando assieme al pittore Vincenzo Celi fonda a Messina la "Galleria d'Arte 70". Il percorso pittorico professionale inizia intorno agli anni 80 quando rientra a Roma, città natale. Frequenta corsi formativi presso accademie private e si perfeziona presso lo studio d'arte Ninni Verga in Roma. Dagli anni 80 e fino alla metà degli anni 90 ha prodotto opere usando supporti di tipo classico come carta, legno e tele per stendervi colori ad acqua, acrilici e ad olio. Dal 97 in poi, con il nome d'arte Luvit, utilizza per le sue opere il metacrilato a cui si dedica prevalentemente: questo supporto ben si presta al suo dipingere che presto abbandona ogni schema tradizionale per proporre arte all'uomo di oggi che sempre più tende a vivere in quel mondo virtuale con gli strumenti che l'inarrestabile realtà tecnologica gli offre. Retro dipinge la lastra di plexiglass per rendere impalpabile la materia, giocare con la virtualità delle immagini, alimentare la fantasia e con essa stimolare la fuga nell'immaginario per un uomo che sempre più si sta smarrendo nel pragmatismo esasperato. Il suo dipingere acquista il sapore della novità, della unicità e soprattutto della contemporaneità. I suoi lavori si arricchiscono anche di circuiti elettronici fonosensibili superando la staticità dell'opera per cui nascono quadri luminosi che interagiscono con lo spettatore a cui è sufficiente parlare per animare di luminosità il quadro. All'inizio del terzo millennio propone le archeologie del futuro, una nuovissima serie di lavori che chiama "reperti" che vogliono già preconizzare l'archeologia del mondo virtuale. Dalla fine dell'anno 2001 e fino alla metà dell'anno 2003 soggiorna nella Svizzera Francese ove nasce la ricerca pittorica sull’infinitamente piccolo al cui interno ripercorrere il mistero della creazione, come sosteneva Platone che indicava in ciascuno di noi una parte del Tutto.
Particolare interesse nutre per la Digital Art a cui si dedica con inesauribile entusiasmo e ne diventa ben presto uno degli artisti più prolifici. Dopo le prime esperienze di grafica computerizzata iniziate sin dal 1992 e ricerche sulla multimedialità, ha sempre più approfondito la ricerca digitale realizzando progressivamente opere ove la contaminazione digitale alimenta il motore della creatività.
L’elaborazione e la contaminazione digitale coinvolge prevalentemente le opere realizzate con le tecniche tradizionali piuttosto che le immagini catturate digitalmente ed elaborate al computer. La poetica dell’attimo creativo, si trasferisce per osmosi all’elaborato digitale conservandone, inalterato, il DNA. Il sincretismo segnico e cromatico tra passato e futuro diviene riflessione sul dinamismo dello spazio che si proietta in una inesauribile espansione ove la nostra mente, assistita dall’elaborato matematico, si arricchisce di poetiche in cui il finito e l’infinito si alternano tra razionalità e mistero.
Le sue opere sono state esposte negli U.S.A., in Inghilterra,in Germania, in Francia, in Spagna, in Svizzera e in Italia.

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critiques et commentaires

un viaggio a colori nell'universo del sogno
Le ragioni più profonde del rapporto con il mistero creativo le possiamo individuare in Luvit nel passionale approccio che fin dall’inizio della sua carriera artistica egli ha avuto con l’entità dei valori cromatici. E sono quei valori di luce, o ancor meglio quell’infinita materia di luce, ormai conosciuta in tutte le sue meravigliose fisionomie espressive, che suggeriscono quel suo fare dell’arte un mezzo di universale comunicazione e di significati intellettuali.
Simboli eterni e attuali, i suoi, che si realizzano in una visione “riflessa” della nostra esistenza, natura, uomo ed ambiente diventano spesso stati d’animo del colore, diventano esplosioni di luoghi vissuti, affermazioni di un io che si sprigiona in una istintiva libertà, come enfatizzata dalle magiche meraviglie oniriche, da una poetica pittorica che si scopre e si colloca tra giochi infiniti di segni e colori nell’imprescrutabile perfezione del cosmo.
Sono dei piccoli tasselli che si calano nelle pagine di una sapiente scrittura materica.
Sogni e riflessioni che oscillano fra razionalità e visioni fantastiche.
Concezioni figurali, che mai toccano una completa informalità, perché Luvit, nella sua importante consapevolezza compositiva, negata alla staticità, continuamente proietta il fruitore  verso un dinamico e culturale coinvolgimento.
E’così che Luvit riesce a farci vivere in ogni occasione visiva quella sua emozionale ed affabulante realtà sognatrice.
Il suo attuale viaggio dans la rêverie è un romantico ma intelligente condurci verso visioni e revisioni dei motivi esistenziali e lo fa con i suoi mezzi più efficaci ed intriganti: il privilegio della sua arte impregnata dagli infiniti pigmenti del colore, quel colore che dà parola al silenzio dell’universo e dona il canto ad un cigno che si avvia solitario nell’enigmatico viaggio del sogno…

Nicolina Bianchi