Emanuela Ligal
creatività frutto della sue esperienze
 
un lieu de rencontre
pour l'Art et de Créativité…
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salle peinture
Italia (Italie) 




Emanuela Ligal è nata a Padova il 17/05/1958. Disegna e dipinge dal 1977.
Dal 1978 ha trascorso un anno a Londra in Kensington Garden Square.
Fra il 1982 e il 1983 ha vissuto un’esperienza, durata un anno, presso il monastero buddista, denominato Tosho-ji, a Tokio (Shinagawa-ku), guidata dal maestro Zen Ban-Roshi e dalla famosa monaca irlandese Maura “Soshin” O’Halloran.
Dal 1989 ha trascorso un anno in Toscana, durante il quale ha esposto le sue opere a Chianciano Terme.
Nel Marzo 2000 ha esibito parte del suo lavoro nella galleria “The Emergent Collector” dell’ East-village a New York City.
Ha partecipato nel Novembre 2002 allaRassegnainternazionale d’arte contemporanea Magica - la magia dell’arte-presso il Castello Estense di Ferrara.
Dal 2002 esposizione permanente presso “La Mostra gallery” di Cardiff esclusiva per il Regno Unito.
Oggi vive e lavora a Padova.
La sua creatività è il frutto della sue esperienze, vissute sempre in modo molto intenso.
Nell’apparente banalità dell’esistenza, vede la maschera che lei o altri personaggi indossano in situazioni quotidiane. Ironia, originalità, unite aforte carica umana e personalità, traspaiono dalle forme disinvolte come dai colori luminosi, usati sempre con grande maestria.

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critiques et commentaires

Emanuela Ligal nasce e lavora a Padova ma ha soggiornato in Toscana, a Londra e, fondamentale per la sua crescita artistica e personale, è stata l’esperienza durata un anno presso il monastero orientale buddista Tosho-ji a Tokio, dove ha conosciuto la filosofia Zen.
Nel 2000 ha anche tenuto un’importante mostra personale a New York.
Emanuela Ligal ha sempre vissuto in modo profondo e tale intensità si riflette con forza e luminosità anche nei suoi quadri dove lo slancio creativo nasce dal nucleo di tutte le sue passate esperienze.
L’artista realizza dei lavori ad acrilico in cui il volto umano diventato maschera ne è soggetto.
Questi volti sono composti da frammenti di coloribrillanti, dai toni ironici e gioiosi.
Mette in scena come in realtà ognuno di noi appaia sempre in modo diverso da ciò che è veramente, anche negli ambienti più quotidiani della nostra vita.
Ligal indaga, partendo dall’attenta osservazione ed analisi della condizione dell’uomo nella società moderna, l’eterno ed umano dualismo tra maschera e volto, verità e finzione, attualità e virtualità, sogno e realtà.
Il risultato è la presa di coscienza di come l’uomo sia costretto ad assumere un abito che soffoca il suo vero essere.
L’autrice, avvalendosi di queste figure, intende scoprire l’autentica identità che si nasconde dietro le apparenze umane e metterle a nudo nella loro patetica ridicolaggine ma anche in tutta la loro debolezza umana.
I colori, spesso dalle tinte contrastanti ed accese, sono stesi tramite campiture piatte e creano delle figure che rimangono a metà fra un volto umano ed una sua astrazione, tra fantasia e realtà. Il voto umano tende gradualmente a perdere i connotati realistici per trasformarsi e fondersi in una dimensione fantastica.
Dall’osservazione dei dipinti di Emanuela Ligal nasce un’associazione piuttosto immediata con uno dei grandi maestri della letteratura, Luigi Pirandello.
Anche se attraverso un’indagine più gioiosa rispetto allo scrittore italiano, la Ligal compie un lucido impietoso smascheramento della relatività della condizione umana ricca di apparenze e sdoppiamenti di personalità, portandoci in un mondo misterioso ed alchemico di sentimenti, un universo attraente che spinge l’autrice italiana a scandagliare molti volti e sfaccettature.

Paola Trevisan