Fabio Langella
pittura del Silenzio
 
un lieu de rencontre
pour l'Art et de Créativité…
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salle peinture
Italia (Italie) 




Sono nato a Milano nel 1963 dove attualmente vivo.
Dopo la maturità scientifica ho studiato disegno, grafica e pittura presso l'Accademia Cimabue di Milano sotto la guida dei maestri Bergonzi, Perron e Sozzi.
Negli stessi anni ho portato a compimento gli studi musicali di pianoforte sotto la guida di Yoko Sakai e Ilonka Deckers, quelli di composizione con Sonia Bo, Emilio Suvini e Vittorio Fellegara e direzione di coro con Domenico Zingaro.
Da diversi anni partecipo a numerose manifestazioni di "Arte - strada" ed espongo in gallerie pubbliche e private, nonché in biblioteche e circoli culturali riscuotendo sempre ampi consensi.
Sono membro di diverse associazioni artistiche.
Le mie opere si trovano in collezioni private in Italia e all'estero.

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critiques et commentaires

"Pittura del silenzio potrebbe essere definita quella di Fabio Langella… Ci troviamo di fronte al fenomeno di un giovane che ha ristabilito un rapporto con i valori tradizionali nella configurazione di un paesaggio intimistico.
La ricerca di Langella proiettata verso un'ambientazione romantica è così lontana e distaccata da tutte le paradossali proposte odierne.
Egli sembra non occuparsi di tutto ciò che accade artisticamente intorno a lui. Ed è proprio questo suo isolamento dal frastuono delle varie correnti oggi in voga che gli ha reso possibile adottare una stilistica basata sull'armonia e l'equilibrio.
Un racconto quasi in sordina, un poco malinconico…
Immerso nel suo silenzio interiore egli può dirigersi verso una dimensione magicamente lirica, determinata da una volontà ben precisa e da una meditazione che lo sollecita ad intessere questo pacato dialogo naturalistico".

Cesare Bergonzi
11 Marzo 1996

"Pittore preparato, ama dipingere paesaggi in modo estremamente curato dal punto di vista tecnico.
Dai problemi espressivi che affronta e dal modo di risolverli, attraverso l'uso della luce e del colore, il gioco di luci ed ombre, lo studio degli effetti di diffusione, riflettenti e di assorbimento, i toni tutti coerenti ed equilibrati dei suoi paesaggi, per lo più di piccole dimensioni e quindi più intimistici e vissuti, rispondenti ad un preciso tratto psicologico della sua personalità che non intende aggredire, emerge chiaramente il suo essere continuatore della migliore tradizione figurativa ottocentesca…"

Sergio Perucchini
9 Ottobre 1997

"All'imperio dell'arte aniconica, che ha dominato gran parte della seconda metà del nostro secolo, Fabio Langella contrappone la sua figurazione che, per la sua qualità poetica e pittorica che la contraddistingue, si pone sopra la massa dei generici figurativi ma, per gli evidenti echi di cui è carica, manifesta pure assonanze con opere di alcuni maestri dei primi decenni del nostro secolo.
I suoi paesaggi, come le sue nature morte, caratterizzati dalla pronta riconoscibilità, non sono mai descritti, non sono realistici perché sono stati depurati da ogni particolare occasionale e temporale. Di essi presenta l'immagine decantata ed allusiva esaltata però da una forte carica di lirismo e di sonorità.
Langella non ci presenta paesaggi ed oggetti, ma il soffio di essi, individuato in un'atmosfera ideale, incantata e malinconica, dominata da una grazia languida.
L'ora da lui prescelta per i propri paesaggi è indefinibile, è quella che più ci avvicina all'illusione di poter vivere sempre, eternamente, senza fine".

Cesare Bergonzi
3 Febbraio 1998

"Il frantumarsi della luce e il suo trasmutarsi in sottile moto dell'animo sono tipici di Fabio Langella.
L'impatto fenomenico con la natura, è corretto da un filtro di antica civiltà. Il colore s'infrange, rendendo la dolcezza di un mondo in cui vertiginosamente si perde l'occhio.
Proprio questa introspezione porta l'immagine sul versante di una animazione psicologica: tutto si muove, tutto diventa condizione esistenziale. Ed è qui che si coglie il senso di un equilibrio tra senso e intelletto: cioè tra natura e sua immedesimazione sentimentale".

Giorgio Lovati
11 Febbraio 1999

"Le sensazioni e i sentimenti, rilevati con fine intuito e sensibilità nel contatto con i multiformi aspetti della natura, costituiscono i moventi più immediati dell'azione estetica di Langella.
L'artista aderisce con animo appassionato alle sollecitazioni che gli vengono dalla realtà esterna, che trasfigura poi nella resa pittorica con un gioco meraviglioso di effetti materici e cromatici, riuscendo a comunicare un messaggio intenso e poetico".

Giorgio Lovati
19 Ottobre 1999

"Nella più recente pittura di Fabio Langella colpisce subito una particolarità: il desiderio di sperimentare un linguaggio autonomo, difficilmente classificabile nel seppur variegato panorama della produzione contemporanea. Il risultato che ne deriva, è una suggestiva commistione tra passato e presente, tra stilemi profondamente radicati che rappresentano certezze acquisite e nuovi percorsi empirici".

Luisa Villa
20 marzo 2000