Roberta Imperatori
iconografia figurativa ed esperimenti dell’astrattismo
 
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pour l'Art et de Créativité…
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Italia (Italie) 




Roberta Imperatori nasce a Roma e studia in questa meravigliosa città d’arte dove consegue la Maturità Artistica presso il V Liceo artistico, successivamente frequenta l’Accademia di Costume e di Moda a Roma. Prosegue la sua ricerca pittorica partecipando a esposizioni collettive dove ha i suoi primi contatti artistici ed è subito apprezzata per la particolarità delle composizioni. In esse prevalgono esili apparizioni in eleganti abiti, la cui forza interiore si manifesta amalgamandosi in armonia con il paesaggio circostante.

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Uno dei dipinti più significativi dell’opera di Roberta Imperatori è intitolato “Musica”. Si tratta di un soggetto tradizionale (nel 1559, ad esempio, Paolo Veronese vinse a Venezia un importante concorso pittorico grazie al tondo raffigurante la Musica), rappresentato con un linguaggio pittorico contemporaneo che lo rende nuovo e sempre interessante. Anche la pittura di questa artista si avvicina alla musica per la ricerca di un’armonia di fondo, di un equilibrio di forme, spesso ricorrenti, grazie alle quali l’osservatore è indotto a contemplare dimensioni fantastiche, caratterizzate da colori vivi e da figure ideali, che, tuttavia, mantengono sempre un evidente legame con la realtà.
Nell’arte della giovane pittrice romana è riscontrabile una sorta di “umanesimo” moderno: sacro e profano si alternano nell’iconografia dei suoi dipinti, ispirata dal repertorio tradizionale mitologico (le ninfe, la Musica, la Poesia) e da quello sacro (la Natività, la Madonna con il Bambino, la Castità). Nasce così una pittura fortemente simbolica, che induce l’osservatore a riflettere sulle esperienze dell’arte passata, rivivendole nel presente. L’intensità della luce diffusa e la leggerezza del colore sempre vivo, prodotti dalla tecnica dell’acrilico, le forme geometriche astratte, “organiche”, che definiscono lo spazio prospettico intorno alle evanescenti figure cariche di spiritualità, contribuiscono a rafforzare questo significativo incontro fra antico e moderno nella pittura di Roberta Imperatori.
E’ come se l’artista avesse attraversato idealmente le principali avanguardie storiche del Novecento, per giungere ad uno stile del tutto originale, e ritornare all’essenza del classicismo: la realtà spesso è rappresentata attraverso il mito, come testimoniano la rappresentazione dell’autunno, le metamorfosi, la Danae, il vaso di Pandora e altri soggetti tradizionali.
In questa costante dialettica fra l’antico e il moderno assume un ruolo determinante la figura femminile, quasi sempre presente in primo piano nei quadri della Imperatori, comune denominatore della storia passata e recente. I volti appena abbozzati, dai lineamenti eleganti, dolci e ondulati, gli incarnati delicati, le pose aggraziate, i gesti armonici e naturali, rendono le figure femminili estremamente affascinanti, misteriose, dotate di mistica bellezza. In tal senso viene ripreso dal passato l’ideale di donna “angelo”, tramite tra l’umano e il divino: non a caso le immagini femminili create dall’artista a volte si ispirano a soggetti tradizionalmente sacri, come quello della Madonna con il Bambino o della Natività. Tuttavia la donna assume anche sembianze del tutto terrene, senza mai perdere eleganza e fascino misterioso, come nei dipinti in cui si rappresentano le ninfe o le bagnanti o la notte.
Pertanto il mondo naturale e quello soprannaturale sono entrambi presenti nel repertorio iconografico della Imperatori, che richiama modelli novecenteschi (il Fauvismo, la maniera di Cèzanne, il Futurismo e il Surrealismo) e altri propri dell’arte rinascimentale. Ne deriva uno stile che si può definire “neoclassico”: non si tratta di un ritorno all’antico, come era accaduto alla fine del Settecento, ma di una sua attualizzazione. L’opera della giovane pittrice romana acquista così uno spessore storico e, nello stesso tempo, un carattere innovativo, che la rende assolutamente autentica nell’attuale panorama artistico italiano.

Davide Sciuto