Damiano Gulluni
in bilico tra l’optical art e l’action painting
 
un lieu de rencontre
pour l'Art et de Créativité…
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salle peinture
Italia (Italie) 




Damiano Gulluni è nato a Mammola (Rc) nel 1960.
Ha studiato al Liceo Artistico di Siderno e quindi al Politecnico di Torino, dove ha conseguito la laurea in Architettura; successivamente a Reggio Calabria ha conseguito l'abilitazione all'insegnamento di educazione artistica, disegno e storia dell'arte.

«Anche nell'attività artistica Gulluni riflette la sua passione per l'architettura. Infatti predilige la rappresentazione di forme geometriche, con cui ricompone paesaggi di fantasia, ripropone opere di architetti famosi, crea immagini stilizzate, vivaci textures o fantasiosi percorsi che riformulano geometriche piante urbane. Usa di preferenza la tecnica della tempera su carta, ottenendo effetti straordinariamente vivaci, che rivelano gusto, equilibrio, creatività.
Notevole rilievo assume la purezza formale del suo stile, in quanto sintesi di abilità tecnica e di sensibilità estetica che si manifestano con felici esiti espressivi anche nei colori, dando loro il senso di un'armonica intonazione.»
(S. Perdicaro)


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critiques et commentaires

Artista Completo, pensiero astrattista, la ricerca cromatica denota uno spirito libero, che coglie nei tratti sulla tavola il pensiero nell'attimo in cui viene immortalato nel segno.
Ed ecco che paesaggi e cromaticità prendono forma, volti di donna e paesaggi variopinti riempiono spazi e luoghi della mente, mentre la vibrazione cromatica completa il suo messaggio metafisico.

Omnisarte

l'Arte totale di Damiano Gulluni

L’anima di Damiano Gulluni si espande nell’arte totale, globale, onnicomprensiva, abbracciando, nella sua eccelsa pittura, la geometria morbida, l’architettura mentale, la scultura geniale, la poesia visiva e la musica divina nella lieta danza delle ore. Il suo canto generale, naturale e spontaneo, non conosce fissi steccati, morte stagioni, limiti di spazio e durata di tempo, ma si eleva al di sopra delle vanità terrene, per giungere all’empireo ultraterreno, in una suprema armonia di cori angelici. Sulle vette incontaminate dell’arte pura, lui va oltre le ristrettezze materiali, superando l’esterna percezione, l’individuale visione, la materiale concezione nella trasparenza di colori sgocciolanti, iridati dalla terra dell’ocra, dall’acqua della purezza e dal fuoco della passione.

Nell’etica dell’arte eccelsa, egli perviene ad un intimo sentire: soggettivo e collettivo, personale ed universale, umano e divino, in un dolce naufragio dei sensi, in un interiore ritrovamento dell’anima ed in un’epifania di palpiti invisibili.

L’estro creativo lo fa volare al di sopra delle vicende umane, per comprenderle con saggezza, per dominarle con distacco e per esprimerle in segni sognanti, svolazzi accademici, colori cangianti e luci psichedeliche. In bilico tra l’optical art e l’action painting, tra il figurativo e l’astratto, il concettuale ed il minimale, Damiano Gulluni dà il meglio di sé, quando prescinde dall’una e dall’altra, spaziando liberamente nel mélange della sua tavolozza, con un suo stile particolare, sui generis, da studio e da cavalletto, in sezione aurea e su cartoncini. Lui indaga l’inconscio, rivela l’arcano, esprime il sublime, assommando nella sua maniera pittorica tutte le correnti presenti e passate ed innalzandosi al di sopra di esse, come un’aquila reale, in una prospettiva particolare, in una profondità dinamica, in una forma volumetrica. Crea così composizioni fantasmagoriche, variopinte, movimentate dal talento e dall’intuito, dall’osservazione e dalla perspicacia, dalla veduta istantanea e dall’ampiezza globale di oggetti geometrici, cose comuni, reperti antichi, trasfigurati in soggetti artistici e mediatici. La tensione emotiva di Damiano Gulluni palpita all’interno di figure, linee, immagini, per poi sprigionarsi all’esterno ed irradiarsi oltre la cornice del quadro, sull’onda di una sinfonia apollinea e dionisiaca, fino a raggiungere il cuore del fruitore.

Questi, disorientato da tanto ardire, si viene a trovare di fronte ad un mondo totalmente diverso dal suo, eppure altrettanto schietto, vero ed autentico e, bando alle remore, entra nel quadro, al primo spiazzo erboso, per immergersi nel virtuoso ginepraio dei segni e farne parte integrante.

Il Cristo giallo, la Zingara blu, Giano bifronte si dissolvono nell’eterna planimetria della sua amata Mammola, nella segreta speranza che la prossima biennale itinerante, in viaggio da Venezia a Reggio Calabria, passando dalla verde Sila e dal roccioso Aspromonte, prima di arrivare a Scilla e Cariddi e proseguire per la Valle dei Templi, si soffermi in un nuovo mondo, ricco di sogni, di emozioni e di opere d’arte: il mondo di Damiano Gulluni.


Gianni Latronico