Luca Crema
Nobody Kills U
 
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pour l'Art et de Créativité…
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salle illustrations et bandes dessinées
Italia (Italie) 




A quel tempo mi veniva incontro, magro allampanato com'era, con l'ombrello anche d'estate - perché era d'estate - con l'altra mano portava una cartella gigante e dentro c'erano quelle cose che non ho mai deciso se chiamarle disegni o dipinti, vere e proprie tavole, pesanti per chiunque ma non per lui - e mi ricordo che c'era un tizio con me il quale disse: madonna! e ancora adesso mi chiede di lui, di Luca Crema, per l'anagrafe - madonna che perfezione! - pensare che era fermo a Michelangelo, non so se mi spiego - insomma mi veniva incontro come un quadro se avesse le gambe, e siccome questo quadro era accompagnato da altri quadri allora m'evocava Velazquez, o come diavolo si scrive, mi venivano incontro delle pitture e una metapittura, perciò quando finalmente vidi i suoi quadri ero già bell'e sedotto - poi, dentro, nelle scene, c'era spesso lui, a volte come osservatore (starei per dire) neutrale, a volte come protagonista, insieme a una miriade di dettagli curati con precisione anatomica, come avendoli copiati da qualche parte, per esempio in un sogno, e osservando i suoi blu mi sono sempre detto: questo sogna a colori - da cui la grande novità in pittura, udite udite, Luca Crema sogna a colori - e che mente egli abbia lo puoi intuire dalla complessità dei marchingegni che come un Leonardo lascia al futuro attonito... A proposito di futuro, tempo fa gli dissi: avresti dovuto disegnarli tu i costumi di Matrix; mi rispose con l'emoticon del sorriso, ma io sentivo che rideva proprio, magari tra sé e sé, dell'ingenua pensata, perché nessuna fantascienza prescinde dal reale come fa lui, con la matita o senza.

Mauro Mazzetti
scrittore e poeta romano
Roma, Aprile 2004
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critiques et commentaires

Pittore, scultore, scrittore, poeta nonché artista di se stesso, Luca Crema è prima di tutto un esteta. La vita scorre per lui sull'onda della serietà estetica più esasperata, e niente può distoglierlo dalla maniacale precisione con la quale interpreta ed illustra i propri sogni. Sembrano incubi ma non lo sono. Sono soltanto restituzioni concentrate di un reale che nessun filtro può alterare tranne che la visione che noi stessi vogliamo avere della sua intensità. L'uso di mezzi grafici sofisticati per creare vera pittura è qui esaltato fino al parossismo, ed è proprio questo modo di procedere che fa di questo artista un contemporaneo perfetto. L'immagine pitturale di Luca è prima di tutto affermazione di una tecnica progettuale precisa, in cui l'abilità e l'efficienza si sentono pulsare sotto il tema che, comunque, sarà preda e refurtiva di un pubblico avido di sensazioni sempre più forti. Inutile gridare all' "immaginistico", allo scandalo grafico o alla provocazione di maniera, l'immagine crudele e a volte apocalittica che offre Luca è parte integrante del modo di vedere di oggi, e come tale appartiene alla vera pittura contemporanea. Naturalmente non ci rivolgiamo qui a chi non va oltre al quadro come "prova di bellezza". Questo pittore non intende sedurre gli accademici, semmai intende sedurre in assoluto. Il suo pubblico naturale è innanzitutto disinvolto, disinibito, lungimirante e…stavo per scrivere "giovane", ma poi non è vero. L'età non c'entra. C'entra la capacità di proiettarsi in una dimensione che non ha retroconfini, che colpisce per la sua crudezza e che vagamente, ma molto vagamente, rimanda a certi momenti surrealisti per la sottile ma massacrante ironia delle sue rappresentazioni. Nella maggior parte dei suoi personaggi, poi, lo si riconosce mascherato e sdoppiato nella personalità, alle diverse età di una vita piena di pensieri pirotecnici legati ad un percorso personale anch’esso pirotecnico. Le opere di un pittore come Luca Crema hanno valore di simbolo onirico e profondo, stimolante, rivoltante e sicuro, come un riconoscere, un deplorare, un temere, un amare alla follia questo mondo feroce nel quale, immagini o meno, dobbiamo vivere. La glaciale perfezione del disegno e della composizione, i temi appena sopportabili, i colori provocanti e le scene strazianti sono il messaggio con il quale Luca Crema ci costringe con la sua pittura come specchio della nostra realtà - oltre alla sua - ad assumere attraverso l’estetica e l’arte tutti gli orrori umani, così umani…
Se dovessi “musicare” la pittura di Crema, sceglierei “La Follia” di Corelli. Se dovessi riconoscergli dei maestri, sceglierei il Bosch degli inferi e il Picasso di Guernica.

Jean-Michel Carasso
curatore e critico francese
Firenze, febbraio 2004.