Carla Colombo
paesaggi su tela
 
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pour l'Art et de Créativité…
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salle peinture
Italia (Italie) 




Carla Colombo è nata e vive ad Imbersago (LC).
Sempre attirata dal disegno e dai colori in particolare, scopre da autodidatta il mondo della pittura come mezzo per esprimere le proprie emozioni di adolescente, rivelando un talento naturale che in seguito affina tecnicamente frequentando la SCUOLA D’ARTE PURA ED APPLICATA di MERATE, con i maestri locali: SCACCABAROZZI, TORAZZA, FRISIA Jr.
E’ il periodo della sua produzione più ricercata e sofferta che si protrae fino agli anni ’80 ,quando interrompe ed abbandona la pittura per dedicarsi al suo privato.
L’incontro con il maestro BERETTA , pittore dei Navigli di MILANO, la carica di nuovi entusiasmi e nel 1997riprende l’innata passione dei colori ad oliocon una carica innovativa che ci fanno pensare che in fondo non aveva mai smesso.
Il suo esprimersi sulla tela è talmente voluto che la sua produzione diventa unasbocciare di numerose opere che trovano consensi ed approvazione nelle moltepersonali tenute inquesti ultimi anni, nonché collettive e concorsi vari ottenendo riconoscimenti.
Le Sue opere si possono ammirare presso collezionisti privati ed enti pubblici e privati.
 
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critiques et commentaires

“La pittura di Carla Colombo è una pittura solare, fatta di colori vivi e pulsanti, dove la luce diventa protagonista delle tele rompendo le ombre dei sentieri lungo il fiume e squarciando le nuvole silenziose dei paesaggi brianzoli.
La Brianza e l’Adda infatti sono il motivo dominante della sua pittura, costituendo il filo conduttore di un dialogo con questi suoi luoghi, cominciato fin dall’inizio della sua attività.
Il paesaggio dolcissimo ed il colore nelle sue essenzialità anima le cose e la fa vivere nel gioco delle sfumature e delle dissolvenze quasi da fare sentire i sospiri ,i profumi, le essenze dei fiori.
C’è atmosfera romantica coinvolgente quasi onirica di un tempo che sfugge o forse di un richiamo al passato, al vissuto che continua a vivere dentro di noi.
C’è una ricerca sofferta di un’emozione antica, di una nostalgia sottile che non rattrista ma suscita un riempimento dell’anima per un sogno che nelle tele della pittrici si confonde con il reale e rivive nei suoi colori, assottigliando il confine tra ciò che è e ciò che vorremmo che fosse. Ma questo è forse il motivo della sua pittura, un tentativo cioè di ridarci una Brianza o forse un paesaggio che non c’è, ma che c’è stato e che vive nel suo cuore o forse ancora il bisogno di comunicare che quel paesaggio, quella Brianza c’è ancora e Carla Colombo ci fornisce i mezzi per leggerla, interpretarla e capirla attraverso la luce dei suoi colori.
Perché il merito dell’artista non è tanto capire ,ma percepire!
I colori sono pensieri della mente, sembra dirci l’artista e la sua creatività si libera dalla fantasia per catturare un reale che a noi sfugge e ce lo regala in tocchi magici di pittura semplice e coinvolgente.
E la fine anche l’amarezza del ricordo del tempo perduto si scioglie nella morbidezza dei contrasti, dei giochi di luce e ombre, della cura del particolare, della raffinatezza degli olii che sembrano uscire dalle tele.
Una pittura che cattura, che parla e soprattutto che sa ascoltare se c’è un sentimento che nasce di fronte ad un’opera di questa pittrice che forse solo il tempo che le manca le impedisce di toccare livelli di impegno professionale più interessanti e certamente imprevedibili.”

R. Aracri
giugno 2001

Nel mondo artistico, permeato di poesia la pittrice Carla Colombo si è creata il proprio spazio.
Artista di espressione figurativa, dimostra una rara capacità nell’interpretare e rielaborare il vero.
Essa non appartiene a nessuna corrente a nessun movimento, appartiene solo a se stessa.
Nei suoi dipinti c’è il palese invito a percorre i sentieri dei boschi o gli argini del lungo ADDA per ammirarel’incanto della sua Brianza.
 

A. Beretta
Maestro
giugno 2000

La luce e la solarità che accompagna l’artista sono espresse pienamentenei colori puliti e luminosicon cui l’artista ritrae i suoi luoghi, i suoi boschi, i suoi sentieri ombreggiati, il suo fiume;l’Adda, i fiori, la sua Brianza ,che riacquista nelle sue tele l’antico splendore diventando per questo più verde, più radiosa e più intrigante.

A. Mauri
maggio 2001

Anche se nonsi conoscesse la pittrice Colombo ultimamente presente su numerosi siti accanto a foto delle sue opere, potremmo dire che il volto,la solarità nonchélasalutare energia dell’artista sono state trasmesseesprigionateeraccolte magistralmentenelle opere diverse che ci propone continuamente che, anche per un modesto ma apprezzato parere di un visitatore qualsiasi, sanno di aria pulita e di bellezze…aimè…ormai rare sia nell’arte, ma anche nel vivere quotidiano.
E’ riuscita con tocchi di pennello e di spatola sempre spontanei a portare la luce tipica, calda, accogliente delle nostre isole meridionali nella sua brianza a volte fredda e uggiosa.
Un abbraccio quindi di mare e di monti, di spiagge e di campagne, di sole e di neve in un insieme di colori sempre puliti e non necessariamente scontati.
La Sua abilità sta proprio nel gettaresulla tela non ombre (che a volte diventano necessarie, indispensabili per far risaltare la luce) ma solo luce, quella luce che in ogni caso rende l’opera rilassante e bella da ammirare.
 

S. Serenit
settembre 2004

Si nota come l’artista Colombo dipinge con tanta passione e lo si nota subito alla prima impressione dalle pennellate che sulle tele, curate e precise, a finire alle sfumature ed alla delicatezza del dipinto.
Solamente chi ama l’arte e la pittura può riuscire ad armonizzare la peculiarità e la aromaticità in un’opera , e quello, l’artista tutto ciò lo sa fare bene.
Vedendo“ILruscello della mia infanzia “ noto il senso “della bella mano” e della profondità. Il ruscello sembra esser presente e toccare con mano le sue acque.
   

Giuseppe Cardella
maggio 2005

…complimenti perché si vede subito che ha una mano molto educata nella pittura.
Ho riconosciuto nella Sua opera una forza sorprende che ripercorre positivamente l’ambiente pittorico del Novecento.
Mi sono piaciuti moltissimo i suoi paesaggi, dove utilizza una mescolanza di colori impressionante e che legano bene con il resto della rappresentazione. Questo forte cangiantismo costituisce la Sua caratteristica prima, che diviene esplosione di cromia in VICOLO SILENZIOSO:
……Opera di grande leggibilità, si avvicina alla monumentalità di Sironi ma con un cangiantismo del tutto personale e, semmai, avvicinandosi al concetto spaziale di un Cezanné o un De Pisis.
Il tratto è semplice ma proprio per questo grandioso, il pennello sulla tela è come scivolasse leggiadramente, definendo un vicolo di altri tempi, muto, silenzioso, quindi anche rilassante.
 

Gianni Gallinaro
critico d'Arte
giugno 2005

…priverei della cornice una tela che non ha bisogno di una delimitazione per apparire! Tutt’altro!
Sconfina le bellezze di esse senza il quadro che le chiude!
Senza il vetro che artificialmente riflette, allontanando dall’anima di colui che con la sua mano ha voluto mettere le pieghe e l’incanto visivo il pregio delle proprie emozioni.
Chissà perché l’oro, un metallo così nobile,anche quando + solo una vernice riesce a brillare di più in una casa onesta, dove non c’è posto per la riduttività del pensiero, per le deficienze che impoverisce.
Poi il mare! Una realtà così serena anche quando è inquieta!
Che sa dare l’idea dello sconfinato. Mentre la montagnalimita lo sguardo, tranne che la cima non sia una vetta.
Chi non trova posto se ne va!
E’ la vita che lo espelle!
Che la boccia al suo esame!
Molto rigoroso per chi non sa vivere questa vita!
Facile per chi trova sempre lo spazio per il bello!
Per ciò che dà pace. Un pesco!
Così(sorriso) lo ha immaginato la pittrice(sorriso)!
Poiché si sente forte come il tronco di un cerro che appartiene alla famiglia delle querce! E vede la vita come un fiore di pesco! ( Pesco = Vita) La primavera! Una promessa che si evolve! Mi ripugna dover applaudire ad un falso che non è un falsario! Probabilmente non dirò mai il posto ed il luogo dove ho pianto per la prima volta. Ma se lo farò…spero mai per non regolare un complimento sia pure beffardo a chi non esiste.
Grazie Carla per avere accompagnato con le Sue tele un percorso che approda in fondo alla sala sui tulipani (Napilut) che associati alla tua bellezza ricoprono il gusto di quel bouquet che mi regalarono Valentina e Tiziana, le mie amiche e colleghe di Università, il giorno della mia laurea.
Una coppia di mora e bionda che mi ha lasciato un ricordo straordinario, vitale. Spogliale dalle loro cornici! Sono belle da autodidatte!
Privale di ciò che li impoverisce senza valorizzarle!
Oppure lascia che chi li sceglie per esporle sia un corniciaio, un maestro che sa accostare alla tua anima, la beltà del legno ,la sua decorazione ed i colori della cornice che, inversamente alla bellezza fisica , mettono in risalto l’interiorità. La cornice diventa come un bel vestito che sottolinea ciò che già è bello dentro.
Un volto bello dentro una brutta anima è un Dorian Grey mai riuscito.
Grazie.
 

Giuseppina Buongiorno
13 novembre 2005

Paesaggio dolcissimo, morbido e rilassante è il riflesso degli alberi sull’acqua somigliante adnuvola accattivante, non minacciosa, quasi protettiva. 
Il colore nella sua essenzialità è protagonista, si anima, diventa persona, animale, cose. 
Paesaggio ottocentesco, quasi un ritorno al passato, ciò potrebbe apparire come uno stimolo a coinvolgere la gente e meditare sulla nuova cultura urbana, poiché il degrado ambientale è ormai insostenibile. 
Si intravede una staticità apparente, ma alcuni tratti marcati dei tronchi degli alberi sul lato sinistro del quadro sottolineano il trascorrere inesorabile del tempo, protagonista assoluto della nostra vita, condizionata da improvvisi rallentamenti (malattie, lutti e quant’altro) e da accelerazioni più o meno forti a secondo delle situazioni e degli stati d’animo. 
In tutto il dipinto aleggia un’atmosfera melanconica, si avverte un forte disagio, un’amarezza per l’incapacità di starci entro, forse perché ci si rende conto che la vita è fatta di quei rallentamenti e accelerazioni citati in precedenza (violenze). 
Perciò la calma del paesaggio e l’ambiente accattivante, quasi di sogno non sono verità, forse in questo l’artista non è stata sincera. 
Avrebbe voluto credo, dipingere alberi tormentati dal vento e acque meno chete e trasparenti.

L. Ruperto
13 novembre 2005