Liù Bosisio
io vivo e basta. Vivo tutto...
 
un lieu de rencontre
pour l'Art et de Créativité…
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salle pas-ordinaire
Italia (Italie) 




Qualcuno un giorno mi ha chiesto di spiegare la mia “tecnica”...
La mia tecnica...
Non lo so. No, non lo so proprio...
Io non rifletto, non studio... io vivo e basta. Vivo tutto... Quando vedo un bel pezzo di cartone... beh, io sono quel cartone... e così con una radice, un pezzo di faesite, la vecchia “carta del macellaio”... la ricordate? era giallo senape, di grana grossa... a suo tempo, avevo vent’anni, ne feci una scorta... E ne ho ancora! E’ perfetta per le tempere... diventa quasi... mi manca la parola... PERGAMENA! ecco, pergamena! è fantastica questa carta!
E poi il cartone da imballaggio (sapete, è doppio con dentro dei cilindretti)... è bellissimo dipingere su questo materiale... Il paesaggio, se si tratta di tale, risulta mosso... gli alberi sembrano attraversati dal vento.
Tutto è bello, tutto mi serve... mattoni, tegole, lamiere, legno.. A casa non ho una cantina, ma una grotta... Bene. E’ piena di tutto ciò che mi esalta. Al mare portavo sempre con me una valigia vuota. Mi serviva per mettere i sassi, quelli bianchi, tondi, levigati dall’acqua... Ho fatto dei quadri con questi sassi.
Da un po’ di anni ho scoperto il prodigio del polistirolo... Sono andata per pattumiere mesi e mesi a cercare i contenitori di frigoriferi e tv... E’ “amabile” il mio polistirolo, si lascia fondere, corrodere, incollare, dipingere... I miei tableaux sono fatti così: sono la “forma” dove immettere tutto il mio mondo... il mio caro e amato polistirolo!
E’ come con l’argilla: io non so che cosa farò...mai! Mi lascio guidare da lei... la sua duttilità m’ incanta. So solo che io sono tutt’uno con lei e LEI prende la forma dei miei pensieri, delle mie emozioni. Certo, ho fatto anche dei piatti e delle scodelle, ma solo per imparare ad usare i piombi, i colori, le cotture, le riduzioni...
Altre volte in un angolo del mio io fa capolino un larvato, timidissimo accenno di progetto... ne ho quasi timore, non me ne sento all’altezza forse...
Un altro problema è creare la forma... come? polistirolo, legno, gesso?.. Non lo so: mi aspetto di svegliarmi una mattina e di scoprire di saperlo...
O forse è proprio la “cova” che m’appassiona?..
 
Non so se mi sono spiegata bene. .. Mi rendo conto che tutto questo è poco professionale... ma io non “professo”... Io gioco! Gioco con le mani sopratutto... E’ bellissimo avere delle mani così leggere alle volte e altre volte forti e dure x domare, piegare... Si sa: dietro c’è il cuore, il cervello, i ricordi, le nostalgie... Le mie mani mi servono per tirare fuori da me quello che tante volte è difficile da esprimere perché il mio lessico è limitato. Posso scrivere, quello sì, ma parlare! parlare è un’altra cosa, vero?
E così, ritornando alla tecnica che posso dire? che se dipingo uso solo la spatola perché con il pennello mi sembra troppo facile? che uso le mani per stendere gli acquarelli perché le mie dita sono più sensibili di un mucchietto di peli? Che nei miei collages preferisco ritagliare ed incollare una damina del Pisanello perché senz’altro, nel disegnarla, è stato più bravo di me?... Non so se tutto questo possa chiamarsi tecnica... ne dubito fortemente.

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