Andrea Boscardin
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pour l'Art et de Créativité…
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Italia (Italie) 




Ho iniziato come writer nel 1993, a Milano, quando il fenomeno “graffiti” non era ancora diffuso e alla portata di tutti come lo è oggi .
I primi lavori erano tutti sui muri di piazza Vetra, dove dipingevo con i miei amici, insieme formavamo gli ATM la nostra prima crew, era il 1994.
In piazza Vetra trascorrevo la gran parte dei miei pomeriggi e delle mie serate e non è stato invano, infatti è proprio questo il posto dove ho conosciuto la maggior parte delle persone con cui dipingere e con le quali avrei vissuto le esperienze più emozionanti negli anni a seguire, anni in cui, a Milano, la scena del writening ebbe un momento d’oro.
Il gruppo cresceva e col tempo ho preso parte alla formazione di diverse crew: GR, LORDS OF VETRA,VDS …
Dalla “piazza” si partiva con i colori , a seconda del periodo cambiava la destinazione, prima i muri della città(94), poi le banchine della metro(95-96), le rientranze della metro(96-97), i treni delle fs(97-98), i treni delle ferrovie nord(97-99), i treni della metro…
Personalmente ho sempre preferito disegnare sul metallo senza però allontanarmi dai muri(sui quali dipingo tuttora), a Milano ma anche in altre città italiane ed estere visto che spesso c’era la possibilità di incontrarsi con altri writer europei o di essere invitato ad una convention di graffiti.

Ho sempre portato con me una macchina fotografica, soprattutto nei depositi dei treni, perché c’era il rischio che il vagone potesse essere pulito e che quindi il “pezzo” andasse perso per sempre…
Da qui è nata l’esigenza di averla sempre al seguito: per documentare…

Dal 2000 ho decisamente rallentato la mia produzione di graffiti, ed ho sentito l’esigenza di crescere e migliorare, cercando una via di comunicazione che mi desse più possibilità a livello creativo ed espressivo.
La fotografia in bianco e nero era l’unica arte visiva in grado di offrirmi massima libertà e creatività, ho scelto così di investire tempo e denaro comprando una reflex 35mm e successivamente tutto il materiale necessario per allestire una camera oscura.
Credo che la singola fotografia non nasca da un semplice scatto momentaneo, ma sia anzi il risultato di tutta una serie di esperienze, emozioni, conoscenze, che hanno fatto in modo che io mi trovassi in quel momento a realizzare quella determinata foto: ed è proprio questo che valorizza un’immagine rispetto ad un’altra e cioè quanto più una foto ci racconta …
Realizzare una foto significa anche conoscere a fondo quello che si sta ritraendo perché non sono sufficienti la giusta inquadratura e la giusta luce, bisogna osservare il soggetto a 360 gradi per poterlo ritrarre dal punto migliore, nell’istante giusto.
Ho scelto la fotografia perché è cultura, sia visiva che personale, ho scelto il bianco e nero perché attraverso lo studio di luci, ombre e contrasti riesco a dare la giusta espressività e il giusto dinamismo alla foto, soprattutto negli scatti notturni , dove ritraggo il singolo soggetto o l’azione nel loro contesto ideale .
La camera oscura mi da la possibilità di elaborare il percorso di ogni singola fotografia, dallo scatto alla stampa finale, senza interventi esterni, curando ogni piccolo dettaglio.
Le immagini che realizzo sono la rappresentazione “da dentro” di un contesto che ben conosco e che ho vissuto in prima persona per anni, con interesse e passione…
Oggi ne ritraggo i protagonisti e le azioni restituendoli all’esterno attraverso un linguaggio emozionante, che non priva di spontaneità i soggetti, ma che anzi li rende accessibili anche a chi non ha mai sentito parlare di graffiti.

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du 31 janvier 2005
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