Fleur Beverley
work in progress
 
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pour l'Art et de Créativité…
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salle peinture
United Kingdom (Angleterre) 




Artista e scenografa britannica, da tempo cittadina milanese, Fleur Beverley persegue un proprio personalissimo percorso figurativo, che colloca la città, con le sue continue trasformazioni, al centro della sua tematica pittorica.
Scriveva 20 anni fa Mario Luzi a proposito di Fleur Beverley: "Le linee che Boccioni e Sant'Elia avevano captato ed esaltato come direttrici di energia costruttiva, nelle opere di Fleur Beverley si liberano in tutte le direzioni a seguito della rovina. Siamo, dunque, alla fine della parabola che i futuristi avevano celebrato nascente?"
No, perchè la parola chiave anche per Fleur Beverley è 'energia': "I dipinti di Fleur sono ritratti di energie più che di luoghi, rappresentano lo slancio della materia che altro non è che energia" (Elisabetta Longari).
"Vedo in queste disgregazioni di volumi, in questo disunirsi di linee di fuga, in queste geometrie divergenti, vigere la legge della trasformazione" (Mario Luzi).
Tra futuro e futurismo, tra distruzione e creazione, tra disfare e fare, ecco i paesaggi e le prospettive metropolitane di Fleur Beverley, convinta che l'uomo, con le mani e l'intelletto, sia motore continuo, insieme con la natura, della generazione, distruzione, rigenerazione della città.
Il titolo di questa sua nuova mostra, Work in Progress, vuole esprimere non solo l'evolversi materiale della metropoli nelle forme e nei volumi, ma soprattutto la pulsione di una civitas che afferma la sua identità lasciando un'immagine di sè a testimonianza delle condizioni e contraddizioni strutturali del sistema. In questo contesto la città diventa energia in movimento, materia che sussulta, immagini che regrediscono e ricompaiono: è la tensione dell'uomo al fare e rifare, come Fleur Beverley con le sue tele.

Percorso
Fleur Beverley è nata a Maidstone, Inghilterra. Dopo i primi studi al Birmingham College of Arts, ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Roma, dove si è diplomata in scenografia.
Espone in Italia dal 1972, ottenendo negli anni prestigiosi riconoscimenti per la sua attività pittorica ed espositiva.


 

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galerie Work in Progress


critiques et commentaires

"Quella che Beverley dipinge è una città emblematica [...] ma non è un caso se questi quadri nascono a Milano. All'inizio del secolo Milano è stata riconosciuta da molti pittori come il luogo flagrante della crescita della modernità. Tra loro troviamo due artisti indimenticabili: Boccioni e Sironi, che sono stati testimoni diretti delle trasformazioni architettoniche e sociali che hanno condotto una grande città a definirsi come metropoli moderna. Essi guardano, vedono e dipingono la città coscienti del mutamento in atto, anzi eleggono proprio questa attualità a soggetto di una parte importante della loro opera. [...] Fleur potrebbe certamente sottoscrivere molte affermazioni riguardo la città ed il modo di vederla, viverla e dipingerla futuristicamente, ma probabilmente la dichiarazione più pertinente al suo lavoro è contenuta nello scritto di Boccioni Trascendentalismo fisico e stati d'animo plastici: 'Non dimentichiamo che la vita risiede nell'unità dell'energia, che siamo dei centri che ricevono e trasmettono, cosicchè noi siamo indissolubilmente legati al tutto'.
[...] La città di Beverley, luogo di incontro di diverse tensioni, teatro di nuove continue configurazioni di intrecci, di relazioni e di rapporti, ha il carattere di una dichiarazione, di un impegno civile. Soprattutto adesso che in questo Paese ed in particolare in questa città, sotto la pressione di una forte immigrazione, spira un vento di intolleranza nei confronti del Diverso."

Elisabetta Longari

"A distanza di settant'anni [...] i temi figurativi, inalberati per propugnare arditamente la modernità e il futuro, eccoli ricomparire, perduta ogni aggressività e ogni speciale euforia, in un orizzonte ambiguo e fecondo di perplessità. [...] Le orgogliose costruzioni industriali cedono sotto gli occhi non allarmati, ma attenti e pensosi di Fleur Beverley: gli edifici metropolitani precipitano dalla loro superba verticalità, si sfasciano, esplodono. [...] Ci viene rappresentata nella medesima iconografia della sfida e del triangolo anche la catastrofe? L'epilogo di quella civiltà e dei suoi miti? Vedo, piuttosto, in queste disgregazioni di volumi, in questo disunirsi di linee in fuga, in queste geometrie divergenti, vigere la legge della trasformazione. E del resto, questo principio è esplicito là dove nobili forme cadenti lasciano il posto a nuove, funzionali strutture che le sostituiscono in un avvicendamento che è sì perdita, ma anche rigenerazione. [...] Fleur Beverley, dopotutto, non si dissocia dal suo tempo, è un po' atterrita ed un po' affascinata dalle sue immagini, nè vuole impostare un dramma, od annunciare un'apocalisse. La tenta, semmai, un equilibrio difficile, ma non impossibile da raggiungere nell'accettazione di questa realtà dura e insieme instabile e metamorfica".

Mario Luzi


participation à événements et projets

du 10 octobre 2005
Celommi, Beverley, D'Amato
esposizione collettiva

du 28 septembre 2005
Fleur Beverley
esposizione personale

du 31 mai 2005
Fleur Beverley
esposizione personale

du 24 avril 2005
Artisti al Lido
esposizione collettiva

du 17 mars 2005
Fleur Beverley
esposizione personale

du 31 janvier 2005
UrbanArte
iniziativa Arte in Poltronissima

événement spécial
du 18 juin 2005
raduno ed expò Ducati
stile e design italiano su due ruote