Marco Abbamondi
piccole opere di legno e realtà in miniatura
 
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pour l'Art et de Créativité…
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Italia (Italie) 




italiano
nato a Napoli il 7 giugno 1974 e ha completato gli studi laureandosi in economia nel maggio del 1999.
Giovanissimo si dedica all’attività sportiva, raggiungendo in breve tempo traguardi importanti:è stato campione campano di Salto in alto e ha ottenuto soddisfacenti risultati anche in campo nazionale.
Negli ultimi anni della carriera sportiva, in concomitanza con le prime esperienze lavorative, Marco, dotato da sempre di una spiccata manualità e sensibilità, comincia ad avvicinarsi all’arte.
Ha inizio la sua “avventura” nel mondo dell’arte plastica e scenografica, che lo porterà a misurarsi con materiali e tecniche sempre nuovi.
Nei primi tempi l’artista ha realizzato piccole opere di legno di diverse misure; più recentemente scenografie ed opere di grandi dimensioni, destinate a "un forte impatto visivo e scenico", come detto dalla critica.
Fonte ispirativa e ragione tematica delle sue scelte nelle architetture che va proponendo è la sua amata Napoli, con la sua storia, i suoi colori, le sue tradizioni artistiche.
In tempi più recenti, anche per i numerosi viaggi effettuati, Marco ha allargato i propri orizzonti, spaziando dalla tradizione partenopea all’arte moderna producendo opere senza ricorrere necessariamente a nessuno stile storico, ma ispirandosi a soluzioni dettate dalla libertà delle forme e dalla fantasia.

L’intensa attività artistica, nonostante la sua giovane età, è testimoniata dalle numerose mostre:
Napoli (Maggio dei Monumenti, Biennale dei Giovani Artisti del Mediterraneo - BJCEM), Roma, Giffoni Valle Piana, Campobasso, Modena, Città di Castello, Grottaglie, Vibo Valentia, Macerata, Budapest (Festival di Primavera); sue opere si trovano in numerose collezioni private sia in Italia sia all’estero. Incoraggiato dal buon impatto della critica e del pubblico, che hanno calorosamente accolto la sua produzione, Marco prosegue il suo cammino artistico, sperimentando nuovi percorsi stilistici.

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critiques et commentaires

Biennale di Napoli
Tra i migliori lavori selezionati dalla giuria nell’ambito dell’edizione napoletana della Biennale, ne segnaliamo alcuni tra quelli italiani, provenienti da diversi ambiti artistici.
Nell’ambito delle istallazioni, in una delle prime sale espositive si distingue La guglia (2005) del napoletano Marco Abbamondi, opera fantasiosa, dal creativo gioco di luci interne e dalle dinamiche compositive quasi presepiali. Sempre nello stesso ambito, "Imprinting" di Emanuela Bartolotti (Lecce) è un intenso viaggio nella mente infantile attraverso immagini: “Per una bambina le piante e gli animali parlano, le bambole sono vive; lei è dentro una realtà magica dove tutto è possibile”.

Annarita Camardella
26 settembre 2005

Capolavori Mignon
Come in una favola, la Napoli che fu si materializza dinanzi ai propri occhi: strade, vicoli, palazzi, antichi mestieri. Una Partenope fedelmente ricostruita, con l’immensa passione di una profonda anima mediterranea, quella di Marco Abbamondi, classe 1974, una laurea in economia, il cuore incastonato nelle “minuterie”, fatte di sughero e amore, secondo l’antica tradizione presepiale napoletana. Ma per lui, limitare tutto alle rappresentazioni della Natività appare riduttivo. Fin da ragazzo è stato attratto dalle arti visive e plastiche, sviluppando negli anni una spiccata manualità. Si è misurato con vari materiali e tecniche per poi approdare alle rappresentazioni del presepe. Dapprima ha realizzato piccole opere in legno, poi – recentemente – scenografie ed opere di grandi dimensioni, destinate ad “un forte impatto visivo e scenico”, come ha sottolineato la critica. Marco si è ispirato alla storia di Napoli, ai suoi colori, alle sue tradizioni artistiche, rielaborando creazioni ai limiti dell’umana perfezione. La sua vena artistica si è avvalsa sia delle esperienze maturate presso grandi maestri, che lo hanno guidato nella prima fase della sua formazione, sia dello studio storico e filologico della grande tradizione d’arte presepiale, di cui Napoli è capitale mondiale. Alla costruzione di piccole Natività in corteccia di sughero – riscuotono, ancora oggi, notevole successo tra gli appassionati di tutta Italia – è seguita un’attenzione allo studio e alla realizzazione delle “minuterie”, così definite nel settore, ossia gli accessori che accompagnano le scenografie ed i pastori (cestini, fascine, sedie, carri, utensili).
In tempi recenti, l’attenzione di Marco Abbamondi si è rivolta ad uno campo più affascinante ed impegnativo: la scenografia. Si tratta, in breve, di fedelissime riproduzioni di antiche rappresentazioni architettoniche (casali, cappelle votive, palazzi nobiliari). Il tutto incastonato nella vita di un tempo, con tanto di figure e mestieri scomparsi. Infatti, le sue opere sono arricchite dai pastori dell’artista napoletana Giada Morsillo. “E’ un’area di applicazione – sottolinea Marco – che investe una molteplicità di riflessioni sulla composizione visiva: dall’ambiente alla storia, dall’architettura alla luministica”. I materiali usati per le sue opere – da principio prevalentemente il legno e il sughero, vedono oggi l’inserimento del ferro (costruzioni di miniature di cancelli, balconi ed altre strutture), della terracotta, degli stucchi, dei colori a tempera e ad olio.
Incoraggiato dal buon impatto di critica e pubblico, che hanno accolto con entusiasmo le sue creazioni, Marco Abbamondi prosegue il cammino artistico, sperimentando nuovi percorsi stilistici. Il suo principale intento è quello di riproporre le antiche architetture napoletane e farle conoscere attraverso le numerose mostre (Roma, Macerata, Città di Castello, Bari, Modena, Budapest) a cui partecipa. Ma il prossimo traguardo di Marco è l’allestimento di una mostra personale - dove raccogliere le sue principali scenografie napoletane – arricchita con suoni e immagini della Napoli passata e presente.
Le sue opere, oltre ad essere presenti in numerose esposizioni d’arte, fanno parte di diverse collezioni private e pubbliche (Comune di Pozzuoli). Alcune sue creazioni si trovano anche in altri paesi (Francia, Stati Uniti).

l'Espresso Napoletano
giornale
dicembre 2004